Cammarota: “Liberiamo Salerno dal ricatto del pane e dell’aria”

Cammarota: “Liberiamo Salerno dal ricatto del pane e dell’aria”

È uno dei candidati di centrodestra “della prima ora”, ufficialmente in campo per la carica di sindaco già da tempo, alla guida della sua lista La Nostra Libertà. Antonio Cammarota, consigliere uscente e presidente della Commissione trasparenza: perché una scelta civica?
Essere civici non significa cambiare cravatta secondo le occorrenze, ma andare a petto nudo oltre i partiti. Significa non scendere a compromessi né sui tavoli romani né altrove. Io ho scelto il civismo per non far dipendere le mie scelte da equilibri che non riguardano in maniera esclusiva la mia città”.
Basterà questo per battere il centrosinistra?
Io sono l’unico eletto alla Provincia, nel centrodestra, a Salerno. Vinsi nella città di De Luca, tra l’altro nel collegio di Nino Savastano, uno dei deluchiani più forti. L’unico eletto dal popolo contemporaneamente al Consiglio provinciale e comunale”.
Ma con più candidati d’area, non vede ridurre le possibilità di vittoria?
Se a Salerno nelle ultime elezioni non c’è stato ballottaggio, è perché il potere è stato più forte del 50%. Questo prescinde dall’opposizione: sono dell’avviso che questa legge elettorale sia di grande respiro e vada anzi estesa anche a livello nazionale. C’è un primo turno di respiro autentico e di grande rappresentanza, in cui chi vuole si candida, ed un ballottaggio in cui si sceglie la capacità di governo. In questa ottica non è che abbia molto significato aggregarsi: l’aggregazione la fa il consenso. Se si vince al primo turno col 51% non è perché ci si aggrega ma perché si ha il consenso”.
Dividersi però allontana questa possibilità
Credo abbia molto più senso chiedersi cosa si è fatto per la città. Se poi bisogna andare sui tavoli di potere, perché la candidatura deve dipendere da chi si candida a Biella, a Pordenone o a Busto Arsizio, è altra cosa. Si finisce per accettare mezze misure che certo non aiutano a vincere”.
Pare di capire che non è aggregandosi, per lei, che si vince
Io ho sempre sostenuto le primarie, perché fanno capire chi è il candidato che sta nel cuore e nella mente dei salernitani. Nel 2015 proposi regole precise: Comitato di garanzia composto da direttori di testate giornalistiche, regole chiare, dieci seggi elettorali, un quorum sotto il quale le primarie non dovevano ritenersi valide”.
Non se ne fece nulla.
Dobbiamo partire dall’idea della politica come servizio e come partecipazione: il nome poi può essere uno qualunque
Sta dicendo che, eventualmente, è pronto a fare un indietro?
Ma non ho fatto passi avanti contro qualcuno, ma per la mia città. Se mi si dirà che ci sono altre forze che rappresentano partecipazione, consenso, servizio, proposte, azioni, idee, sono disponibilissimo a discuterne. Ma non vedo l’obiettivo e la proposta. Sono aperto a tutto purché il paradigma sia la politica come servizio e come partecipazione, non come giochi di potere”.
E i suoi obiettivi e le sue proposte? Quali sono?
Salerno deve essere liberata dal ricatto del pane, dall’arroganza, ma anche dai giochi di potere dei tavoli romani. Questa città garantisce futuro solo agli amici degli amici, ed è un’aria insopportabile. Noi abbiamo proposto la delocalizzazione del porto commerciale, la clausola sociale con obbligo di assumere mano d’opera locale per chi viene ad eseguire lavori in città, il marchio del commercio salernitano con un progetto per la digitalizzazione. Fare sistema, in mano pubblica, con la partecipazione delle categorie produttive per difendere la nostra economia e il lavoro dei nostri giovani”.
Opposizione netta all’amministrazione uscente, quindi.
La peggiore di sempre: capace di negare il Consiglio comunale richiesto da un terzo dei consiglieri comunali, quando per legge ne sarebbe bastato un quinto, come per la vicenda di Piazza Alario”.
Come si proporrà alla città, come uomo di destra o come candidato civico?
Per me essere di destra significa essere civico. Mentre molti fanno i finti civici per poi approdare ai partiti, io ho sempre riconosciuto di essere di destra. Avrei potuto tranquillamente non dirlo, ma l’ambiguità non mi appartiene”.
Ma Salerno è matura per superare il deluchismo dopo 30 anni?
Vox populi vox dei, il voto popolare deve essere rispettato. Dobbiamo smetterla di dire che la gente non ha capito perché non ci ha votato. Diciamo che non siamo stati bravi e non abbiamo saputo meritare il consenso, perciò la gente non ci ha votato. La volontà popolare è sovrana. Sta a noi la capacità di spiegare che la politica come servizio e partecipazione, è il protagonismo del cittadino, non il protagonismo del potere”.

(Articolo pubblicato su Il Quotidiano del Sud del 18 dicembre 2020)

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