Comune di Salerno: verso le elezioni amministrative di maggio, ipotesi e scenari

Comune di Salerno: verso le elezioni amministrative di maggio, ipotesi e scenari

Comincia a delinearsi il quadro politico in vista delle prossime elezioni amministrative, benché sulla scena ci siano ancora tante incognite, legate soprattutto alle due principali coalizioni, centrodestra e centrosinistra.
Quest’ultima, salvo improbabili colpi di scena, riproporrà Enzo Napoli come candidato a sindaco. I dubbi riguardano innanzitutto la tenuta della maggioranza. Sei consiglieri (quelli che hanno dato vita al progetto politico “Oltre”) hanno già sbattuto la porta e saranno sicuramente schierati contro il sindaco uscente. Anche il Partito socialista, nell’ultimo Consiglio comunale, ha palesato malcontento, rivendicando decise inversioni di rotta nel modo di amministrare la città. Tutta da verificare, quindi, la tenuta della coalizione, minacciata anche dalle problematiche nazionali legate della crisi di governo, da cui potrebbero scaturire conseguenze anche sul piano locale. Sotto i riflettori, in particolare, Italia Viva, che ha provocato la crisi. Al Comune i soli due renziani seduti in Consiglio, Donato Pessolano e Nico Mazzeo, hanno mollato la maggioranza, contro il parere dei vertici provinciali e cittadini del partito, orientati invece a continuare nell’appoggio a Napoli e De Luca. Rumors insistenti da Roma lasciano intendere che Matteo Renzi potrebbe smentire i vertici locali, e imporre una fuoriuscita dalle attuali maggioranze, con ripercussioni quindi sia in Comune che alla Regione, dove IV ha appoggiato l’attuale presidente.
Di certo quello che si presenterà alle urne a maggio (Covid permettendo) non sarà un centrosinistra compatto, giacché, sul tavolo, i candidati d’area più o meno certi sono già almeno tre. Accanto al sindaco uscente, ci sono infatti Gianpaolo Lambiase con la lista “Salerno di tutti” e Michele Ragosta, sostenuto da tre liste (Davvero ecologia e diritti, Area progressista, Noi donne per Salerno).
Quanto ai sei malpancisti della maggioranza, quelli del cartello Oltre, sempre più probabile che sciolgano le righe in vista delle elezioni, per optare per tre percorsi autonomi (Antonio D’Alessio, Leonardo Gallo e Corrado Naddeo da una parte; Nico Mazzeo e Donato Pessolano dall’altra, ed infine Giuseppe Ventura con una propria civica).
Pressoché in alto mare il centrodestra che, in attesa che a Roma si stabiliscano gli equilibri tra i tre principali partiti, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega da cui scaturiranno le candidature a sindaco nei capoluoghi, tenta in qualche modo di frenare una frammentazione che, già alle scorse elezioni, si rivelò determinante. Nel 2016 furono infatti ben sei i candidati d’area.
Trattative sono in corso per individuare possibili convergenze, che allo stato sembrano difficili ma non impossibili. Sul tavolo le candidature certe (entrambe esterne alla coalizione di centrodestra, ma sicuramente d’area) sono già due: quella di Michele Sarno, presidente Emerito della Camera Penale, e quella di un altro avvocato, Antonio Cammarota (La Nostra Libertà).
Infine, il complesso mondo dei movimenti civici, orientato a conquistare una assoluta centralità nelle prossime elezioni. Maurizio Basso si candiderà alla carica di primo cittadino alla guida della lista Movimentiamoci. Più incerto il percorso degli altri movimenti: Coraggio Salerno ufficialmente non si è ancora schierato, ma potrebbe dar vita ad una lista civica con un proprio candidato a sindaco; Progetto Civico, promosso tra gli altri da Gianluca De Martino, Anna Nisivoccia, Francesco Virtuoso e Marcello Ravveduto, darà sicuramente vita ad una lista civica, ma non è dato ancora sapere con certezza se autonoma o schierata a sostegno di una delle candidature già in campo. Da capire invece la strada del gruppo Deep, Democrazia e Partecipazione, che potrebbe sostenere uno dei candidati di sinistra alternativi all’uscente Enzo Napoli. Ma che c’è anche chi ipotizza una coalizione di movimenti civici, a sostegno di un unico, comune candidato a sindaco.

(Articolo pubblicato su Il Quotidiani del Sud del 16 gennaio 2021)

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