Coraggio Salerno! Si insediano i gruppi tematici per riscrivere la città

Coraggio Salerno! Si insediano i gruppi tematici per riscrivere la città

Entra subito nel merito delle grandi problematiche cittadine, “Coraggio! Salerno”, che ieri nella seconda giornata di assemblea pubblica, svoltasi sempre online per le restrizioni anti-Covid, ha attivato gruppi tematici specifici, tirando poi le prime somme in tarda mattinata. Non senza difficoltà, giacché pure le avverse condizioni meteo hanno reso problematici i collegamenti internet.
Cinque i gruppi di lavoro costituiti: La città che cresce, La città che decide, La città aperta, La città che cura, La città che respira, aperti, che continueranno a lavorare ed approfondire i temi sul web e sui social. “Ci rivedremo prima di Natale – è il commento conclusivo di Matteo Zagaria, portavoce dell’iniziativa – per un nuovo momento pubblico in cui parlare di come organizzarci come movimento e come attivare la cittadinanza”.
Il gruppo La Città che respira si è focalizzato su luoghi e spazi della città, ha sottolineato il portavoce Daniele Bagnoli. Gli approfondimenti hanno riguardato i regolamenti comunali, la mobilità sostenibile, il consumo di suolo, le fonderie Pisano ma soprattutto il nuovo svincolo di via Irno “nato per bypassare l’imbuto rappresentato dal passaggio al livello ma che porterà congestionamenti del traffico nel Rione Petrosino”. Nei prossimi giorni quindi Coraggio Salerno attiverà una capillare campagna di informazione nel quartiere.
“Troppo spesso – ha concluso Bagnoli – riscontriamo difformità sempre più gravi tra gli indirizzi teorici dei progetti di riqualificazione e rigenerazione, e gli interventi eseguiti, andando contro la finalità per cui sono stanziati i fondi”. Anche sull’uso degli arenili il gruppo ha riscontrato difformità rispetto alle leggi quadro europee “e verificheremo quanto questa mancata adesione agli indirizzi della comunità europea o di altri enti possa essere impugnata per sviluppare una discussione e favorire un reale rinnovamento”. Il lavoro del Gruppo verterà anche su un censimento della rete sentieristica delle colline salernitane, fino a Pontecagnano.
Mauro Melone ha parlato quindi per il gruppo “La città che cresce”. “Bisogna immaginare nuove forme di sviluppo – ha detto – che rendano protagonisti attività e individui e promuovano una maggiore compartecipazione”. Attenzione centrata anche su lavoro nero, grigio, e scarse tutele con cui molti giovani devono districarsi in città soprattutto nel commercio e nella ristorazione; ma anche sull’emigrazione giovanile “perché una città non può crescere continuando a perdere tessuto giovanile”.
Quindi il sunto del gruppo “La Città Aperta”, affidato a Giovanni Meriani: “Salerno vive da lungo tempo un processo di desertificazione – ha esordito – in cui il passato è stato annullato e non è dato programmare il futuro. L’assenza di spazi di studio, la chiusura biblioteche, la poca trasparenza nella gestione dei fondi per la cultura sono le cause di questo processo. La cultura si fa in spazi fisici, e il Comune ne ha centinaia chiusi, sfitti o in disuso. Bisogna creare una rete capillare, in ogni rione, per arricchire tutta la città e senza limiti d’età. L’attuale regolamento per lo spettacolo tarpa le ali a chi voglia organizzare eventi: deve essere riformato nel rispetto delle identità e della storia”.
Matteo Zagaria ha tirato le somme de “La città che cura” parlando di una città in grado appunto di curarsi e di curare “anche grazie ad una più efficace medicina territoriale; bisogna riportare nei quartieri servizi di prossimità accessibili, perché inclusione e cura vanno a braccetto. Abbiamo individuato numerosi modelli virtuosi altrove che possono essere presi a riferimento”.
Infine “La città che decide”, rappresentata da Stefano Bifulco. “Abbiamo individuato cinque punti su cui concentrare la nostra attenzione”, ha detto. “Un regolamento più trasparente per accedere agli spazi pubblici; l’istituzione del Forum dei giovani; un decentramento decisionale anche rivalutando le circoscrizioni, benché non più obbligatorie. Ma anche Stati generali della città, ogni anno, con sedute consiliari e riunioni di giunta diffuse nei quartieri”. Ultimi due punti: l’ascolto della città “senza preclusioni e veti” e “l’urbanizzazione digitale per avvicinare il cittadino a decisioni e valutazioni”.

(Articolo pubblicato su Il Quotidiano del Sud del 7 dicembre 2020)

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