Dante Santoro (Lega): “Prima progetto e squadra, poi il candidato a Sindaco”

Dante Santoro (Lega): “Prima progetto e squadra, poi il candidato a Sindaco”

Dante Santoro è il candidato a sindaco che la Lega ha messo sui tavoli del centrodestra in vista delle prossime amministrative. E lui, da candidato sindaco parla già chiarendo strategie e programmi. Partendo dal progetto e formando i candidati.

Da consigliere comunale uscente e già candidato sindaco cinque anni fa: quali sono le aspettative?

La mia aspettativa che poi è anche il mio obiettivo, è creare una alternativa forte, fatta di competenze, di esperienze, di un patto tra generazioni per proporre una Salerno diversa, che valorizzi davvero il proprio potenziale e ridia la dignità a tante persone a cui la politica l’ha sottratta. Una alternativa concreta ad una politica che ha portato la città ad avere 20mila abitanti in meno in due decenni, migliaia di persone senza lavoro e una situazione sociale esplosiva. Perché è evidente: la città non è stata gestita bene, e già da tempo faccio una opposizione partendo dai temi e dai contenuti. Una opposizione non aprioristica, non per sport, né tanto meno per colori: questa città potrebbe garantire un benessere collettivo se non fosse gestita nell’interesse di pochi”.

Ma lei, in concreto, da dove partirebbe?

Dai temi e dalle persone. Non è un caso che io abbia attivato subito un corso per candidati: una iniziativa senza precedenti non solo a Salerno, ma anche a livello nazionale. I candidati al Consiglio comunale non devono essere come fino ad oggi, merce elettorale, con liste zeppe di persone catapultate o addirittura obbligate a candidarsi. Noi vogliamo persone consapevoli, che sappiano chi fa cosa, come si decide per loro e per la tutela di tutti i cittadini. Il consigliere comunale non è un politico, ma un cittadino prestato alla politica”.

Qual è stato il riscontro a questa iniziativa?

Abbiamo avuto più di cento partecipanti nella prima diretta zoom, con la partecipazione del professore Marenghi di Fratelli d’Italia, quindi anche con un ottimo segnale politico a livello di coalizione”.

Si aspetta quindi un centrodestra compatto intorno al suo nome per le prossime elezioni?

Probabilmente posso essere un facilitatore di un’unione, perché rispetto ad altri non ho l’ossessione della candidatura in prima persona. Mi lusinga certo che si faccia il mio nome; per molti potrei essere un candidato sindaco terminale di queste istanze della città, ma per me viene prima un progetto consistente e competitivo, in grado di dare una alternativa di governo a questa città”.

Viene prima il progetto, dice?

Penso si sia sempre partiti dall’assunto sbagliato: bisogna quindi innanzitutto invertire l’organizzazione, facendo prima la squadra e le liste e poi individuando il candidato a sindaco. Come nel calcio, del resto, l’attaccante bravo senza una squadra compatta alle spalle, senza un terzino che crossa, senza un centrocampista che imposta il gioco, non segnerà mai. Oggi vedo tanti candidati sindaci, tanti attaccanti senza squadra. Io voglio appunto partire da questo: e voglio fare l’uomo squadra, perché a differenza di altri non gioco su più tavoli. Allo stesso tempo però rispetto chi ha una visione diversa, più interlocutoria, e vuole osservare le varie alternative. Il mio gioco di squadra è aperto a tutte realtà possibili alleate di una battaglia”.

Porte aperte anche ai cosiddetti malpancisti della maggioranza uscente: quei consiglieri che hanno già manifestato dissenso verso questa amministrazione.

In questi anni di opposizione in Consiglio comunale, ho sempre detto che un’opposizione vera si fonda sulla regola delle tre “p”: protesta, proposta progresso; e mi auguravo che ci fosse una redenzione di massa, l’ho sempre detto, anche da parte di chi era sui banchi della maggioranza. Può solo farmi piacere, quindi, che ci siano persone che, mi auguro, portino fino in fondo un’alternativa; e mi farebbe ancora più piacere se si aggregassero a questo progetto al quale sto lavorando per costruire un’alternativa di governo ad un sindaco fantasma e a questa amministrazione delle vergogne”.

L’ex leghista Peppe Zitarosa, pure pronto a rimanere in campo alle prossime elezioni, ritiene che il centrodestra sia allo sbando. Che meglio sarebbe dismettere le insegne di partito per puntare su liste civiche. Lei come la vede?

“È un non problema. Anzi, direi che più forze si aggregano su un’alternativa, più aumentano le possibilità di riuscire a liberare questa città

Ma Salerno è pronta davvero per un progetto politico alternativo al deluchismo?

Salerno è pronta ma deve essere pronta prima l’alternativa, per incoraggiare la città a voltare pagina. Un’alternativa seria, concreta e organizzata”.

(Articolo pubblicato su Il Quotidiano del Sud del 22 dicembre 2020)

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