I sette consiglieri di “Oltre” presentano il manifesto programmatico

I sette consiglieri di “Oltre” presentano il manifesto programmatico

Il gruppo “Oltre” formato dai sette consiglieri che, al Comune di Salerno, hanno abbandonato la maggioranza, presenta il programma politico e si apre alla città, in un progetto che vuol essere di apertura, dialogo ed inclusione. Ieri all’incontro organizzato dai consiglieri Antonio D’Alessio, Leonardo Gallo, Corrado Naddeo, Nico Mazzeo, Donato Pessolano e Giuseppe Ventura (collegato telefonicamente perché indisposto) s’intravedono molti politici e curiosi di ogni fazione: da Enzo Di Rosario a Paolo Russomando, da Roberto Radetich a Fausto Martino, da Roberto Celano a Gaetano Amatruda, da Ferdinando Argentino a Roberto Casella passando per Alfonso Siano, Franco Mari, Andrea De Simone, Alberto Di Lorenzo, Luciana Libero, Salvatore Giordano, Gianluca De Martino, Antonio Malangone, Loredana Marino, Rosa Egidio Masullo, Luigi Bisogno, Aniello Salzano. Tutti a vario titolo incuriositi da un progetto politico – decisamente trasversale ai partiti – che ieri si è sostanziato in un manifesto programmatico in vista delle prossime elezioni di maggio. “Noi siamo Oltre e non contro, è bene sottolinearlo – ha esordito il consigliere D’Alessio – Vogliamo fare altro per la nostra città, ecco perché oggi siamo qui. Non chiamateci dissidenti, vogliamo essere identificati come costruttori di una pagina nuova per Salerno. Occorre che la politica si apra alla cittadinanza. Ci sono intere zone di Salerno dimenticate e prive di ascolto. Oggi presentiamo delle linee programmatiche: il programma elettorale lo costruiremo insieme a chi vorrà sottoscrivere il nostro progetto. Non partiamo dal nome del candidato sindaco, ma dalle idee. Siamo pronti a discutere e a confrontarci con tutti, per trovare un terreno comune”. “Non rinneghiamo nulla del nostro passato – ha aggiunto il consigliere Nico Mazzeo – ma è giunta l’ora di cambiare pagina e di andare oltre. In questa fase storica sono fondamentali ascolto e dialogo: noi ci apriamo alla città per realizzare un progetto forte e duraturo”. Giuseppe Ventura in collegamento telefonico da casa ha aggiunto: “Siamo pronti ad accogliere tutti coloro i quali vorranno sposare il nostro progetto per cambiare in meglio la nostra città”, lasciandosi sfuggire che “il mio gruppo è al lavoro con l’onorevole Ragosta: ma stiamo cercando di andare tutti insieme”. Idea prontamente frenata da D’Alessio: “Stiamo dialogando, nessuna decisione è presa, neppure se confluiremo tutti in un’unica lista o ognuno farà la sua strada”.
Quanto al manifesto programmatico, pur aprendosi con il riconoscimento della “trasformazione avuta dalla città negli ultimi 30 anni” stigmatizza subito il fatto che “il modello Salerno si sia trasformato in un sistema Salerno ed è necessario quindi andare oltre un modus operandi che sta mortificando città e cittadini”.
Tanta attenzione alla sicurezza (“intesa a 360 gradi” per “garantire tutti gli standard qualitativi ai cittadini”), all’ambiente (“dalla qualità delle acque del nostro mare a quella dell’aria che respiriamo, passando per la gestione dell’igiene urbana”), al lavoro (“è necessario che l’amministrazione comunale indichi percorsi di accompagnamento e agevolazioni per il mondo dell’impresa, puntando sulla creazione di posti di lavoro a chilometri zero”).
Ed ancora: energie rinnovabili (il “green new deal”, la nuova politica dell’Unione Europea, può rappresentare un volano per rilanciare l’economia salernitana), risparmio del suolo (“il territorio urbano continua a registrare un costante calo dei residenti, proporzionalmente inverso al livello di consumo del territorio…si avverte forte l’esigenza di un cambiamento del ciclo edilizio che sposti l’attenzione sulla rigenerazione dei tessuti urbani, sulla riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio edilizio esistente”).
Non mancano infine riferimenti al Next generation EU (“rappresenta probabilmente l’ultimo treno importante che la città di Salerno, come del resto l’Italia intera, non può permettersi di far passare senza aver colto le diverse chances di sviluppo territoriale”) alle opere pubbliche (“occorre una cabina di regia unica – politica e tecnica – che possa seguire dall’inizio alla fine i singoli interventi urbanistici”). Chiudono il manifesto azioni per una maggiore trasparenza dell’azione amministrativa, una politica tributaria attenta alle difficoltà del momento, ed infine l’innovazione con il Comune gestito in modo “smart”.

(Articolo pubblicato su Il Quotidiano del Sud del 31 gennaio 2021)

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