Iannone (Fdi): “L’alternativa a De Luca solo dalla coalizione e dai partiti”.

Iannone (Fdi): “L’alternativa a De Luca solo dalla coalizione e dai partiti”.

Il senatore Antonio Iannone di Fratelli d’Italia – lunghi trascorsi al vertice della Provincia di Salerno (che ha anche presieduto per due anni), candidato a sindaco di Salerno nel 2016 – ha pochi dubbi: l’alternativa all’amministrazione di Enzo Napoli e al deluchismo in generale, si costruisce partendo dal centrodestra e dalle liste di partito.

Senatore: già diversi candidati in campo, alcuni peraltro d’area. E il centrodestra?

La scelta dei candidati a sindaco nei capoluoghi di provincia e in quelli di regione, è sul tavolo dei leader nazionali. Noi siamo già all’opera per le liste e per la costruzione del progetto politico: come Fratelli d’Italia, nei giorni scorsi, abbiamo lanciato un’iniziativa per la costruzione del programma, attivando una mail dove tutti i cittadini di Salerno possono mandare spunti e riflessioni. Ci rivolgiamo in particolare alle categorie produttive, ma qualunque cittadino abbia voglia di proporre e avanzare temi, può farlo tranquillamente”.

Pare però evidente qualche ritardo, a quattro mesi dal voto.

A Salerno Fratelli d’Italia ha messo con molta chiarezza a disposizione della coalizione, il nome di Rino Esposito come possibile candidato a Sindaco. Ma siamo aperti anche a soluzioni alternative, anche provenienti dalla società civile. Quello che ci interessa è che sia il centrodestra unito il motore propulsore della proposta alternativa all’amministrazione uscente. E che si vada al voto con liste di partito”.

Pare però concreto il rischio si arrivi al voto con più candidati d’area. Vede possibile una convergenza intorno ad un’unica candidatura?

Noi lo auspichiamo, però crediamo che questa azione di sintesi la possano fare soltanto i partiti, che non si possono accodare a iniziative autonome, per quanto legittime. Se ci si riconosce nel perimetro dei partiti che compongono il centrodestra, questo lavoro di sintesi viene indubbiamente agevolato. A noi non interessa il personalismo, ma che ci sia un progetto politico credibile che possa rappresentare una vera alternativa”.

Intanto stanno proliferando movimenti civici. Quale interlocuzione con loro?

Ho molta stima, umana e politica, nei confronti di chi li anima: ma sono ancora molto centrati sulla persona. E al di là delle azioni dei partiti, a Salerno in questi anni non è che abbia visto molto, ad eccezione di qualche realtà associativa storica”.

Sette consiglieri hanno lasciato la maggioranza: vede possibile un confronto con loro?

Il centrodestra si deve confrontare con tutti, ma la domanda andrebbe posta a loro più che a noi. Loro si sentono e vogliono sentirsi di centrodestra? Si sentono persone di centrosinistra insoddisfatte di De Luca o pensano che il centrosinistra deluchiano sia un fallimento, per cui solo il centrodestra possa rappresentare un’alternativa? Sono risposte che devono dare loro. Noi di Fratelli d’Italia non abbiamo mai chiuso la porta a nessuno, siamo sempre stati e rimaniamo aperti al confronto”.

Salerno è pronta per un progetto politico alternativo al deluchismo? Stando alle ultime elezioni regionali, si direbbe di no.

Stando ai fatti, io ritengo che Salerno non solo debba essere pronta oggi, ma avrebbe dovuto esserlo già da tempo. E questo per una analisi di quella che è la situazione che vive la città, sia dal punto di vista sociale che economico”.

Entriamo più nel merito: cosa intende?

Non credo che il salernitano medio possa oggi sentirsi soddisfatto per quanto è stato prodotto in un arco di tempo, peraltro molto lungo, al governo della città. Salerno non è cresciuta: è una città senza identità, che negli anni ha perso le sue specificità storiche e produttive, che pure aveva. Vive una situazione sociale molto pensante, con storie di emarginazione che cominciano ad essere evidenti. Abbiamo un’area industriale in cui sono rimaste pochissime realtà produttive. Il commercio tradizionale, un tempo fiore all’occhiello della città e già in enorme difficoltà prima del Covid, oggi versa in una situazione drammatica. Per non parlare della risorsa mare”.

Un suo pallino, il mare, anche nella scorsa tornata elettorale.

Mi sembra che questa risorsa non sia mai stata capita da De Luca. Il mare è una ricchezza enorme, ma questa città non è stata capace di costruire una economia intorno a questa risorsa. Salerno è inoltre al centro di due coste magnifiche, quella amalfitana e quella cilentana. Doveva rappresentare la piattaforma logistica del turismo in provincia: tutti dovevano passare da qui e portare ricchezza alla città: mi pare invece che questo ruolo non sia mai stato né interpretato né realizzato”.

(Articolo pubblicato su Il Quotidiano del Sud del 12 gennaio 2021)

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