Michele Sarno: “Svilito il Consiglio comunale: noi siamo l’unica alternativa”

Michele Sarno: “Svilito il Consiglio comunale: noi siamo l’unica alternativa”

Appena qualche settimana fa ha ufficializzato l’intenzione di candidarsi a Sindaco di Salerno, alla guida di uno schieramento che raggruppa già tre liste civiche. Avvocato Michele Sarno: la situazione politica non è ancora del tutto chiara, tanto a destra quanto a sinistra, ma si va delineando. C’è un fronte di malpancisti nella maggioranza che non ha approvato il bilancio. Cosa è una spaccatura o una strategia per conquistare un posto migliore al sole?
“Credo che in città ci sia un disagio sempre più diffuso, legato anche al ruolo dei consiglieri comunali che è stato in questi anni mortificato e svilito. Il Consiglio comunale non è il luogo in cui si ratificano decisioni prese altrove, ma quello dove si esalta il ruolo dei Consiglieri, vere sentinelle sul territorio. Gli scontenti della maggioranza stanno quindi ponendo in essere un’azione di recupero della dignità. Il Sindaco viene letto grazie ad un lavoro di squadra che impegna tante persone: gli eletti, ma anche i non eletti. Tutti contribuiscono alla vittoria. Un sindaco che vince non può sentirsi, il giorno dopo, uomo solo al comando. Deve dialogare e confrontarsi”.
A suo avviso la città è pronta e matura per costruire una vera alternativa al deluchismo?
“Tutti i grandi periodi storici hanno un inizio e una fine. Non si tratta però a mio avviso di criticare Vincenzo De Luca, quel che è stato e cosa ha rappresentato per la città. Così si sbaglia l’approccio”.
Correggiamolo, allora, questo approccio.
“Il problema vero è che, a mio avviso, questo sistema non è più gradito alla città. Ovunque si percepisce disagio, malcontento, insoddisfazione. Tutti sono stanchi e sperano in una evoluzione, che non significa rinnegare quel che è stato. Io stesso non voglio pormi come chi cancella e distrugge. Bisogna invece costruire e recuperare le cose positive fatte. Solo così Salerno può fare un salto di qualità, dopo dieci anni fermi nell’ordinaria amministrazione. Bisogna volare alto, avere coraggio, perché Salerno è una città straordinaria”.
Lei dice che il malcontento è diffuso: questo spesso ultimamente è sfociato in voto di protesta.
“Io credo che la stanchezza non sia legata necessariamente ai partiti. Non è un problema di simboli o di movimenti: è un problema di progetti e di professionalità. Anche il Covid ce l’ha insegnato: rispetto a certe tematiche e situazioni, l’unica risorsa è la competenza. Nella sanità ci siamo tutti affidati alla professionalità e alla competenza dei medici, che sono stati straordinari. Dev’essere così anche in politica, nella pubblica amministrazione. Basta con le chiacchiere vuote”.
Intanto dilaga il civismo…si preferiscono i movimenti civici ai partiti.
“Le liste civiche possono essere una risorsa: ma ci deve essere un progetto più ampio che aggreghi intorno ad una idea. Un salto di qualità, insomma, in grado di ridurre ad unità, o quanto più possibile ad unità, questo percorso aggregando tutti, movimenti civici e partiti”.
E la sua aggregazione, intorno a quali capisaldi pensa di costruirla?
“Ne accenno solo qualcuna: lo sviluppo. Bisogna fare della città un polo attrattivo tutto l’anno, non solo in pochi mesi. Genova ha costruito un acquario, una grande attrazione che ha generato un indotto turistico, economico e commerciale. Perché non riprendere allora l’idea del Sea Park? Sarebbe una grande attrattiva e aiuterebbe a costruire un turismo stanziale tutto l’anno, non mordi e fuggi come quello crocieristico. Ma penso anche ad un parco giochi sul modello di Gardaland. Bisogna valorizzare la posizione geografica straordinaria, tra le costiere amalfitana e cilentana. Così si creano posti di lavoro, economia, ricchezza. Partendo però ovviamente dai servizi basilari, essenziali”
Vale a dire?
“La pulizia delle strade è il minimo sindacale. Il biglietto da visita da esibire a chi arriva in città. Oggi la città è sporca. Poi i depuratori, altrimenti non ha senso parlare di vocazioni marinare e turistiche”.

(Articolo pubblicato su Il Quotidiano del Sud del 9 dicembre 2020)

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