Che cosa distingue davvero un giornalista da chiunque altro osservi la realtà?
Non la penna, non il computer, non una telecamera. E nemmeno, da solo, il tesserino professionale. Tutto questo viene dopo. Prima c’è qualcosa di più difficile da definire, ma decisivo: lo sguardo.
È da questa riflessione che prende le mosse la terza puntata de “I Ferri del Mestiere”, la serie dedicata al giornalismo e ai suoi strumenti, a cura di Remo Ferrara.
La puntata parte da un’immagine semplice ma efficace: una stanza piena di monitor sui quali scorrono contemporaneamente scene diverse. Le persone che le osservano sono le stesse, le immagini sono identiche, ma ciascuno finisce per cogliere qualcosa di differente. Il giornalista, spesso, è colui che riesce a collegare elementi apparentemente lontani, a notare un dettaglio ricorrente, una domanda rimasta senza risposta, una coincidenza che merita di essere approfondita. fileciteturn1file0L45-L72
È proprio qui che nasce lo sguardo del giornalista: non nella capacità di vedere più degli altri, ma nella capacità di osservare in modo diverso. fileciteturn1file0L106-L110
Uno sguardo che non è un dono riservato a pochi, ma una qualità che si costruisce lentamente, con il tempo, l’esperienza, la curiosità e soprattutto con l’abitudine a non fermarsi alla prima impressione. fileciteturn1file0L180-L209
La terza puntata è anche una riflessione sul valore della formazione sul campo: le redazioni, i colleghi più esperti, le conferenze stampa, il territorio, le conversazioni ascoltate quasi per caso. Esperienze che insegnano a distinguere ciò che è semplicemente interessante da ciò che merita davvero di essere raccontato. fileciteturn1file0L225-L301
Perché il giornalismo, prima ancora di essere scrittura, è esercizio dello sguardo. È capacità di non dare mai la realtà completamente per scontata.
Ed è forse proprio questo il primo vero “ferro del mestiere”.
Guarda la terza puntata de “I Ferri del Mestiere” e continua il viaggio dentro il giornalismo.
