Non so dove e come sia nata la passione di Danilo Iervolino per la Salernitana. Io un’idea ce l’ho, ma non essendo suffragata da prove concrete, preferisco tenerla per me. Un dato però è certo e inconfutabile: le cose non sono andate affatto come sperava l’imprenditore palmese, costretto in questi anni a mettere più volte mani al portafogli per sistemare i conti.
Certo, le sue responsabilità ci sono e sono macroscopiche: la prima, è esserci circondato di incompetenti. Suoi preziosi ed eccellenti collaboratori e consulenti in altre attività, senza ombra di dubbio. Ma il calcio è altra cosa, bisogna masticarne, conoscere i giochi di potere, avere contatti, agire d’astuzia, avere occhio e intuito.
In tutte le persone coinvolte ai vertici della società, tutto questo è mancato, e ne abbiamo scontato le conseguenze, inanellando uno storico “triplete”: tre retrocessioni consecutive ed una umiliazione che lascerà il segno per chissà quanto. Anche per l’imprenditore palmese, che non a caso ha tentato (e forse ancora sta tentando) di liberarsi del “giocattolo” per frenare l’emorragia di milioni.
Ma qualcosa finalmente sta cambiando: per la prima volta nell’era-Iervolino, non si smantella tutto per ricostruire, non si riparte da zero, ma da quanto c’è (che non è affatto poco). Una scelta che pare ovvia – essendo la squadra comunque arrivata ai play-off – ma che ovvia non lo è affatto. Non so attribuire il merito (in tutto o in parte lo ha sicuramente il DS Faggiano), ma per la prima volta la Salernitana ha un “parco calciatori” anche di ottimo livello. Per la prima volta non ha fatto da balia a calciatori in prestito, pronti a rientrare alla base a fine stagione. Per la prima volta – e pure questa è una novità assoluta – la Salernitana andrà in ritiro vero, e non definirà come tale una scampagnata per due o tre calciatori in lista di sbarco e tanti giovani della Primavera. Si cementerà un gruppo che già plasmato e formato: non è cosa da trascurare.
Resta certo un copioso entourage da sfoltire, perché del tutto inutile (anzi dannoso), a partire dallo staff legale. Gli avvocati vanno chiamati quando servono, e non messi a busta paga. Quelli attuali non hanno dimostrato particolari attitudini: ne è un esempio la vergognosa retrocessione in C, decisa a tavolino in spregio delle più elementari regole sportive, civilistiche, penalistiche, amministrative e chi più ne ha più ne metta (no: ecclesiastiche no). Con legali costati (e che costano) fior di milioni, è finito tutto a tarallucci e vino. Eppure la prima cosa che avrebbe contestato un laureando in giurisprudenza (anche del primo anno) è che si sospendevano i play out senza alcuna base giuridica (il Brescia manco era stato deferito ancora: sia pur solo sul piano teorica, poteva anche non essere deferito. E se deferito, sempre sul piano teorico, poteva anche uscirne assolto). Non si blocca un campionato per mere voci di corridoio. Si prosegue e poi, a percorso concluso, se ne traggono le conseguenze. Che però non sarebbero state quelle che voleva il palazzo (leggasi Gravina): a play-out disputato e a condanna definita, andava ripescata la perdente dei playout. E questo proprio non andava bene., Gli strapagati avvocati si sono limitati alla giustizia sportiva (ed al Tar hanno chiesto tutt’altro). Insomma, questo onerosissimo pool, si è limitato a chiedere all’oste com’è il vino.
Ma è ma acqua passata e – per quanto faccia ancora rabbia – è bene guardare avanti. Ma non guasterebbe un decennio sabbatico a questi avvocati.
Ora, pare che l’imprenditore palmese voglia ripartire dal duo Faggiano-Cosmi. Mi pare ottima cosa: il DS ha compiuto non pochi errori in fase di allestimento della squadra (ma una qualche responsabilità l’avrà avuta anche un mister, Raffaele, a corto di idee e di esperienza). Ora abbiamo un “sergente di ferro”, un allenatore vero e passionale, che di calcio ne mastica eccome. Le cose non potranno che andare diversamente.
L’auspicio però è che ritorni l’entusiasmo di quella famosa prima telefonata di Iervolino che annunciava di aver preso la Salernitana. Il feeling con i tifosi non è affatto rotto e l’ex patron di UniPegaso potrebbe recuperarlo appieno in una manciata di secondi. Ha visto le potenzialità che ha in mano: trentamila tifosi all’Arechi, li si può portare agevolmente se la squadra gira.
Certo, intorno ha un contesto non favorevole, anzi palesemente ostile (quella curva nord chiusa grida ancora vendetta, per non parlare delle condizioni generali dello stadio), ma Iervolino ha tutte le carte in regola per far bene ed andare oltre, ritrovandosi accanto tutta la tifoseria, finalmente (più o meno) compatta.
L’auspicio però è che non sia tutto strumentale. Che l’imprenditore palmese, insomma, non agisca solo per “recuperare il più possibile”: tornare cioè in B, con un buon parco giocatori, per cedere la Salernitana a più caro prezzo. Sarebbe uno smacco, una delusione, un dolore. Perché intorno a lui, a Salerno, c’è il nulla assoluto. Ci sono solo prenditori e non imprenditori. Si finirebbe inevitabilmente nelle mani di speculatori e affaristi.
Recuperi il coraggio di quando è arrivato: quelle suoi idee, quei suoi progetti, stanno ancora lì e sono tutti fattibili, non sono evaporati, non sono svaniti. E’ sufficiente che li recuperi e li rilanci. Se il contesto in città non è favorevole, faccia come a suo tempo fece Aliberti: si guardi intorno. Bellizzi, Pontecagnano, le due Giffoni, Montecorvino, tanti comuni sarebbero ben propensi ad accogliere non solo una “Salernello” (come mostruosamente si diceva ai tempi di Aliberti), ma addirittura un nuovo stadio, integrato alle strutture di supporto.
L’Arechi è un cesso (mi si perdoni l’eufemismo), c’è più da perdere che da guadagnare. E il restyling avrà un costo elevatissimo (non solo economico: conosciamo i tempi della politica e della burocrazia).
Non molli, Iervolino, e ritrovi coraggio ed entusiasmo. La tifoseria vera, ora che davvero costruisce e guarda lontano, gli è accanto. Lo sostiene e lo sosterrò. Non interrompa il percorso e lasci perdere fondi americani e pseudo imprenditori in cerca di visibilità per altri fini.
Forza Iervolino. La Salernitana è tua. Difendila e portala lontano…Puoi, se vuoi.
Crediti fotografici: SalernoToday
